Pubblicare su Medium. Farlo o non farlo?

Sven Agosto 22, 2017
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Per avere un blog esistono delle alternative a quella dello spazio web individuale. Infatti, anche se le persone cercano ancora i contenuti attraverso i motori di ricerca, sono sempre di più quelle che puntano dritto ai siti di loro interesse.

Su internet si trovano molte piattaforme di blogging. Si tratta di siti web in cui le aziende, esperti di settore, e “persone comuni” pubblicano articoli, foto, video e altri contenuti. Se ne trovano di specializzate e di universali, tutte con una più o meno spiccata funzione sociale. Esempi di piattaforme di blogging generiche sono LinkedIn, Pulse, Tumblr, Facebook e Medium. In questo articolo ci occuperemo di quest’ultima.

Che cos’è Medium?

Perché pubblicare su Medium?

Come valutare i risultati?

Le conseguenze sulla SEO

Aspetti negativi di Medium

Conclusioni

Che cos’è Medium?

Medium.com è un sito web lanciato nel 2012 da Evan Williams, uno dei fondatori di Twitter. È una via di mezzo tra una piattaforma di blogging e un social network. Un mix tra un software di gestione dei contenuti (come WordPress) ed esperienze di lettura condivisa (come Twitter), con tanto di follower e mi piace. Su Battle of the Blogging Platforms si trova un interessante ed esaustivo confronto tra WordPress e Medium.

La responsabile delle “partnership B2B” di Medium, Sophie Moura, definisce il sito una “piattaforma social di contenuti”. Una buona definizione che dà un’idea dell’ampio raggio d’azione della piattaforma. Su Medium ci va tutto. I vostri articoli o quelli che avete curato relativi a qualsiasi tematica possibile. Postati da giornalisti, autori letterari, blogger, aziende e marchi. Da lunghi e approfonditi a brevi teaser che linkano a contenuti situati altrove. I post dei blog di Medium possono essere formati da testo, video, infografiche e immagini.

Perché pubblicare su Medium?

Ci sono molte buone ragioni per farlo, ve ne daremo cinque:

1. Crearvi un pubblico di lettori

Scrivere su Medium vi offre accesso a una community molto estesa: 650.000 utenti con 30 milioni di visite mensili, secondo le ultime stime; oggi saranno già di più. Siccome Medium seleziona e pubblica gli articoli per categorie tematiche, le possibilità che il vostro articolo venga letto sono molte. Gli articoli che si fanno notare vengono inoltre messi in evidenza sul sito e inviati via mail al pubblico interessato all’argomento.

2. Aprirvi nuove opportunità di content marketing interno

Linkando al vostro sito web

All’interno degli articoli che pubblicate su Medium potrete inserire il link al vostro blog o sito web.

Un canale in più per veicolare i contenuti esistenti

Molti utenti della piattaforma pubblicano i post del proprio sito anche su Medium. È possibile configurare il vostro blog WordPress in modo che questo venga fatto automaticamente. Medium è un ottimo luogo per ridare nuova vita ai vecchi post presenti sul vostro blog.

Creare la vostra collezione privata

Medium vi offre la possibilità di creare e gestire la vostra collezione privata. Potrebbe essere per esempio una collezione di articoli interessanti per il vostro pubblico, oppure una collezione che porta la firma del vostro brand come titolo. Un risvolto interessante della dimensione social di Medium è che altri autori potrebbero essere interessati a pubblicare all’interno della vostra collezione, cosa che costituisce valore aggiunto per il vostro pubblico.

Invitare il vostro pubblico abituale

Potete connettere il vostro profilo Medium a Twitter e Facebook. Medium rileverà tra i vostri follower chi sia iscritto a Medium e vi metterà in contatto automaticamente.

Integrazione

I contenuti multimediali presenti su siti esterni quali YouTube, Twitter, Vimeo e molti altri, saranno automaticamente aggiunti ai vostri post.

3. Comodità

Pubblicare su Medium è facilissimo. Il design minimalista non lascia spazio ai fronzoli e l’interfaccia è un esempio di cosa significhi la parola user-friendly. Ciò che l’editor di testo mostra è esattamente ciò che vede il lettore. Per i suoi visitatori, la facilità di utilizzo è un argomento di cui parlare seriamente su Medium. Le funzioni “commenta”, “condividi” e “consiglia” (il “mi piace” di Medium) sono facili da usare e il layout rilassante, con testo nero su fondo bianco, contribuisce a mantenere l’attenzione dove dovrebbe essere: sul contenuto.

4. Qualità

Su Medium le persone non vanno per cercare o setacciare i contenuti, ma per leggerli. O questa almeno è la filosofia della piattaforma. Ed Evan Williams e il suo team hanno cercato in tutti i modi di stimolare il coinvolgimento. Non soltanto grazie al design minimalista di cui abbiamo parlato poco fa, ma anche attraverso l’algoritmo di cui Medium si serve per il posizionamento degli articoli. Diversamente da quanto avviene nel resto del web, la data di pubblicazione non è un fattore chiave, e non è detto che siano i post più recenti ad apparire in cima. Persino il numero di follower dell’autore non ha nessuna rilevanza. Decisiva invece è la qualità dell’articolo, secondo il giudizio espresso dai lettori e dagli editori. La valutazione positiva data dai “consiglia” dei lettori e dalle e-mail che Medium invia agli utenti, può esporvi a un pubblico enorme.

Il numero di nomi importanti che regolarmente pubblicano su Medium e il grado di coinvolgimento dei lettori dimostra l’alta qualità dei contenuti. Google utilizza la piattaforma per promuovere il suo blog, la Fondazione Bill Gates vi posta gli aggiornamenti relativi ai suoi progetti filantropici e la Casa Bianca vi ha pubblicato il “Discorso sullo stato dell’Unione” prima che venisse pronunciato. Insomma, un gruppetto niente male per qualsiasi azienda e qualsiasi ispirante autore. Sicuramente un bell’incentivo a produrre solo contenuti di alta qualità. Non vorrete mica essere gli ultimi della classe?

5. Prezzo

Il nostro ultimo argomento a favore della pubblicazione su Medium: è gratis.

Come valutare i risultati?

Su Medium, Google Analytics non funziona. Però, avete a disposizione una panoramica che include i seguenti dati:

  • Visite: il numero di persone che ha visto il vostro post
  • Letture: il numero di persone che ha letto il vostro post
  • Media di lettura: la percentuale di persone che dopo aver visto il vostro post l’ha anche letto
  • Raccomandazioni: il numero di persone che ha consigliato il tuo post

Rispetto a Google Analytics si tratta di informazioni riassuntive, ma questi dati fornisco indicazioni utili per gli Indicatori Chiave di Prestazione (Key Performance indicator, KPI). Costituiscono inoltre un elemento utile per l’algoritmo di Medium, per determinare il posizionamento dei post e i suggerimenti da inviare via mail.

Le conseguenze sulla SEO

Una domanda sorge spontanea: ripubblicare parzialmente o integralmente su Medium i post pre-esistenti sul mio blog non è pericoloso per la SEO? La risposta è: no.

Per evitare di pubblicare contenuti duplicati, Medium permette di inserire nella pagina un canonical tag che si riferisce all’url del post originale sul vostro blog. Il canonical tag fa parte dei metadata del codice sorgente del vostro sito web e informa Google dell’authority dell’url originale. Ciò risolve il problema del contenuto duplicato e consente di evitare le penalizzazioni.

Oltre ad offrire una garanzia contro possibili effetti negativi sulla SEO, Medium assicura invece un effetto positivo: l’elevata autorità del dominio Medium assicura alle pagine un potenziale posizionamento elevato nei risultati di ricerca.

Aspetti negativi di Medium

Accanto a tutti i vantaggi che la piattaforma Medium offre al vostro blog, ci sono anche alcuni appunti da fare.

Medium infatti ha gli stessi rischi e svantaggi di ogni altra piattaforma di cui non si abbia il pieno controllo. La pubblicazione avviene all’interno di un dominio che non è di vostra proprietà, e dipende dalle decisioni del proprietario.

Cosa accadrebbe se Medium cessasse di esistere? Perdereste i vostri follower. E se Medium volesse guadagnarci? Cosa che attualmente non fa, secondo quanto dichiarato. A partire da quest’anno viene richiesta una quota di iscrizione di 5 dollari al mese, che consente l’accesso ad alcuni contenuti premium. Per ora i proventi andranno agli autori, un’iniziativa encomiabile. Ma in futuro potrebbero sorgere iniziative di finanziamento che potreste non gradire.

Ciò che alcuni percepiscono come punto debole è il design essenziale. Anche se è dimostrato che esso contribuisce a una navigazione agile, è pur vero che non è possibile utilizzare delle funzioni a cui siamo abituati, come ad esempio la possibilità di creare una call to action personalizzata.

Un altro svantaggio è la forte impronta americana della piattaforma. Questo può costituire un ostacolo per quelle società che hanno un pubblico europeo o nazionale. Infatti, anche se è possibile pubblicare contenuti in qualsiasi lingua, i testi in inglese sono quelli che raggiungono un pubblico maggiore.

Conclusioni

Pubblicare su Medium è facile e offre l’opportunità di raggiungere una vasta audience. Non è necessario creare un proprio dominio evitando così scocciature legate alla grafica o altro, ma è possibile linkare al proprio sito web senza nessuna restrizione.

Per chi non ha mai avuto un blog, è un buon posto per iniziare. Se la cosa vi piace, potrete pubblicare i vostri post in seguito sul vostro blog personale.

Per le aziende e per coloro che hanno già un blog, offre certamente il vantaggio di pubblicare su Medium in modo “collaterale”. L’opzione di migrare il vostro blog su Medium e di pubblicare solo su questa piattaforma è meno utile.

La ragione principale dell’utilità di pubblicare su Medium è che i vostri post saranno visti da lettori potenzialmente interessanti che altrimenti non avreste avuto modo di raggiungere. HubSpot, non proprio l’ultimo arrivato nell’ambito dell’inbound marketing, utilizza da un po’ la piattaforma e ha scoperto con gran sorpresa che soltanto il 10% dei suoi follower su Medium viene da Hubspot.com.

Il modo in cui Hubspot utilizza Medium è un buon esempio del valore aggiunto che la piattaforma sa offrire. Hubspot non ripubblica articoli già esistenti sul blog, ma ne crea di nuovi specifici per Medium nella propria collezione, chiamata ThinkGrowth.

 

La nostra conclusione è che Medium condensa in sé ciò che conta nel content marketing, e cioè la qualità più che la quantità. Rompendo la consuetudine di porre in cima ai risultati i post più recenti e di dare invece priorità alla qualità, Medium.com offre una valida scappatoia alla necessità di creare continuamente contenuti nuovi, che inevitabilmente vanno ad accrescere la montagna di contenuti spesso inutili già esistenti.