3 consigli utili per il restyling del tuo sito web

Justine Wouters Justine Wouters Febbraio 8, 2021
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Il tuo sito ti sta davvero aiutando a realizzare maggiori profitti? Oppure si tratta di una semplice brochure che elenca i servizi offerti senza però contribuire significativamente agli introiti? Un sito non ottimizzato non supporta correttamente il business aziendale: ecco perché è importante ottimizzarlo per stare al passo con il mercato.

Credi che sia arrivato il momento di aggiornare il design del tuo sito per stare al passo coi tempi o stai pensando a un nuovo design? Consolati, sei in buona compagnia visto che mediamente i sito web di brand commerciali vengono ridisegnati ogni 3 anni e mezzo, come evidenziato dallo studio dell’Osservatorio eBit Innovation-Demoskopea. Scopri come farlo seguendo questi 3 semplici consigli per ottenere il meglio dal restyling del sitio aziendale.

Analizza la performance e definisci gli obiettivi

Prima di procedere con la ristrutturazione del sito, devi avere chiaro quali sono gli obiettivi che intendi raggiungere. Dato che quelli che sono conosciuti in linguaggio tecnico come indicatori essenziali di prestazione (IEP) (in inglese Key Performance Indicator o KPI) sono innumerevoli e spesso complessi, soprattutto per chi non si occupa di marketing digitale, è opportuno operare la scelta di analizzare solo le metriche che possano aiutarti a comprendere come gli utenti si comportano prima di giungere sul tuo sito e come interagiscono con esso.

Nel primo caso, ad esempio, puoi decidere di fare un’analisi del traffico per scoprire da dove arrivano i tuoi clienti ovvero quali canali di marketing portano la maggior parte del traffico verso il tuo sito e quali canali convertono meglio. Nel secondo caso invece, puoi analizzare in che modo i visitatori interagiscono con il tuo sito tracciandone l’attività sulla pagine principali, le pagine di uscita, le pagine con bounce rate più alti, e come ciascuna sezione si comporta rispetto al funnel principale per raggiungere il tuo obiettivo di business, sia esso la vendita di prodotti o il completamento di un modulo di richiesta di contatto. Per fare ciò l’opzione migliore è quella di creare una heatmap (anche conosciuta come “mappa di calore”) con la quale monitorare il comportamento degli utenti sul sito. Le aree più “calde” sono quelle dove si concentra il maggior numero di click.

Una volta in possesso di queste informazioni è il momento di definire meglio gli obiettivi e di affinare la strategia per raggiungerli. Ciò che vuoi è:

  • Incrementare il traffico?
  • Aumentare il tempo che gli utenti passano sul sito?
  • Migliorare il posizionamento delle keyword sui motori di ricerca?
  • Far crescere il numero di sessioni per ciascun utente?
  • Incrementare le conversioni da traffico organico?

Il raggiungimento di questi obiettivi si basa su strategie, tattiche e tecniche differenti, perciò dovrai scegliere quali avranno la priorità prima di procedere con le modifiche e ottimizzazioni necessarie.

Verifica la qualità e l’efficacia dei contenuti

Completato il primo step, è il momento di controllare con attenzione i contenuti ovvero svolgere quello che in gergo tecnico viene chiamato content audit.

Innanzitutto, dovrai individuare il contenuto più debole dal punto di vista dell’interesse generato tra gli utenti. Di solito non c’è ragione di drenare ulteriori risorse aggiornando queste pagine, le quali andranno quindi rimosse o decisamente ottimizzate.

D’altra parte, il controllo dei contenuti ti permette di identificare le pagine di maggior valore che dovranno quindi essere l’oggetto delle tue attenzioni, perché ti permetteranno di ottimizzare i contenuti su tutto il sito seguendo il loro esempio. Individuare le pagine più performanti ti aiuterà infatti a comprendere quali sono i contenuti più interessanti per i tuoi clienti e potrai replicare la stessa metodologia per le nuove pagine che andrai a creare o per ottimizzare le pagine meno performanti. Il content audit è particolarmente importante per chi mira a migliorare la performance delle keyword utilizzate sui motori di ricerca aumentando quindi la visibilità del tuo brand per le parole chiave più rilevanti per il tuo business e i tuoi clienti.

Aggiornare la struttura del sito

Una volta riordinati e ottimizzati i contenuti, è il momento di passare a qualcosa di un po’ più tecnico. Stiamo parlando della struttura del sito, la cui importanza è spesso sottovalutata da molti webmaster, almeno per quanto riguarda le implicazioni che può avere sulla performance SEO. L’architettura del sito è ciò che rende lo stesso più o meno navigabile ai suoi visitatori, aiutandoli a comprendere le relazioni tra le diverse pagine e soprattutto guidandoli verso l’azione principale, acquisto, iscrizione, invio di un modulo di contatto ecc.: a una struttura logica e studiata accuratamente dal lato utente, corrisponderà una user experience più piacevole e coerente con i tuoi obiettivi strategici. In sostanza, migliore è la struttura, maggiore sarà il tempo che i visitatori passeranno sul tuo sito, più alta la probabilità che convertano.

Inizia quindi con il mappare la struttura del sito in ordine gerarchico, così da poter capire come renderla più logica e intuitiva. Se sono presenti diverse categorie principali, cerca di limitarle a un massimo tra due e sette per evitare di confondere i tuoi clienti con troppe categorie. Nell’aggiungere delle sottocategorie, cerca di distribuirle uniformemente tra le categorie principali e usando una logica di facile comprensione.

Sei pronto a ottimizzare la user experience del tua sito e la SEO?

Quando arriva il momento del restyling di un sito web, tra i fattori da considerare non vi è soltanto la user experience: anche la SEO dovrebbe essere oggetto di attenzione perché grazie ad essa sarai in grado di aumentare le prestazioni e in ultimo (non in ordine di importanza) di ottenere un significativo ritorno dell’investimento effettuato (ROI).

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